Laboratori Eucentre. Prove dinamiche su tavola vibrante di elementi non strutturali

Davide Bolognini et al.

Abstract


Uno dei più importanti sviluppi nel campo dell’ingegneria sismica riguarda l’applicazione del concetto di prestazionalità, secondo il quale i sistemi strutturali devono soddisfare i requisiti necessari per garantire il raggiungimento di prefissati stati limite a cui sono associati opportuni spettri di progetto definiti in normativa. La comunità scientifica ha tuttavia maturato nel corso del tempo una crescente consapevolezza riguardo al fatto che, pur
essendo fondamentale, il controllo della sola risposta strutturale non sia in realtà sufficiente né a garantire totalmente le condizioni di sicurezza durante un evento sismico, né a contenere efficacemente le perdite, dato che il vasto numero di elementi non riconducibili a strutture portanti presenti in un edificio (e.g. tramezze, tamponature, componenti architettonici e d’arredo, macchinari, attrezzature meccaniche o elettriche), anch’essi soggetti al sisma, costituiscono fonti di situazioni incontrollate e di ulteriori perdite umane ed economiche, potenzialmente ingenti.

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